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Cartiera del Vetoio — Restauro e Riuso Adattivo

Un’architettura storica plasmata dall’acqua, dal tempo e dalla sapienza artigiana.

Un'antica cartiera recuperata attraverso interventi precisi e rispettosi. Il progetto preserva l'involucro originale rafforzandone la struttura, proteggendola dall'umidità e integrando impianti moderni per restituire l'edificio alla vita quotidiana.

  • Committenza
    Privato
  • Anno di realizzazione
    2009
  • Categoria di progetto
  • Architetti
    Fernando Altieri

Il restauro come continuità

Situata alle porte de L'Aquila, la Cartiera del Vetoio rappresenta un raro frammento di archeologia industriale, dove architettura e infrastruttura idrica formano un unico organismo. L'intervento nasce da un principio semplice: non sostituire, ma svelare. L'edificio è trattato come un archivio vivente di proporzioni, trame e tracce funzionali; il progetto opera per proteggere questi elementi rendendo il complesso sicuro, efficiente e nuovamente fruibile.

La strategia di restauro è intenzionalmente misurata. Nessuna aggiunta volumetrica, nessuna alterazione della silhouette complessiva: il lavoro si concentra sulla salvaguardia del tessuto esistente e sul consolidamento di ciò che il tempo e gli eventi sismici avevano indebolito, mantenendo i valori tipologici e formali attraverso materiali e finiture coerenti con la tradizione locale.

All'interno, il riuso adattivo riattiva la vocazione commerciale del sito attraverso una chiara organizzazione funzionale: cucina e spazi tecnici al piano seminterrato, una sala ristorante con bar e servizi al piano terra, e un piano superiore dedicato a funzioni di catering/conferenze e aree per lo staff. Questo permette ai volumi storici di ospitare usi contemporanei senza forzare l'architettura verso una nuova identità artificiale.

Un tema chiave è il rapporto con l'acqua. Il progetto affronta il confine più fragile dell'edificio — le zone a contatto con il lago — attraverso sistemi di impermeabilizzazione e protezione progettati per durare nel tempo. Parallelamente, i meccanismi storici di captazione (tubature, paratoie e componenti tecniche) sono restaurati dove possibile e sostituiti solo se necessario, affinché la memoria idraulica del luogo rimanga leggibile e funzionale. I lavori si sono estesi oltre l'edificio fino alla diga del lago, dove si sono resi necessari interventi urgenti di manutenzione e consolidamento per mitigare le infiltrazioni e ripristinare la stabilità a lungo termine.

La tecnologia è introdotta come uno strato discreto: presente, ma mai dominante. Gli impianti elettrici e di messa a terra sono stati completamente rinnovati secondo gli standard attuali; le linee idrauliche sono state ricostruite con soluzioni affidabili e ispezionabili; il comfort climatico è garantito da un sistema efficiente che combina il riscaldamento a pavimento nella maggior parte delle aree con ventilconvettori nei locali più ampi. La strategia complessiva è supportata da una pompa di calore geotermica posizionata al piano interrato, progettata per sfruttare la temperatura stabile dell'acqua del lago per migliorare prestazioni e comfort.

L'accessibilità è trattata come parte dell'etica architettonica: le soglie sono controllate, i dislivelli risolti con una rampa per raggiungere i servizi accessibili e l'accesso verticale è garantito da una soluzione servoscala, affinché l'edificio restaurato possa accogliere ogni utente con dignità, senza compromettere il suo carattere storico.

Il risultato non è un "nuovo" edificio, ma un edificio riattivato: un equilibrio attento tra conservazione e performance, dove struttura, acqua e luce ritrovano chiarezza, permettendo alla Cartiera di continuare la sua storia nel presente.