Torre Minerva — Proposta per Concorso Internazionale
Un dialogo verticale tra luce, arte e paesaggio.
Arroccata tra roccia e mare, Torre Minerva è concepita come una residenza per artisti: un luogo di creazione e contemplazione plasmato da un cono di luce verticale. Il progetto reinterpreta la torre storica attraverso un gesto architettonico sottile, trasformandola in un viaggio luminoso sospeso tra materia e orizzonte.
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CommittenzaTerraViva Competitions
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Anno di realizzazione2025
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Categoria di progetto
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ArchitettiValerio Di Stefano - Fernando Altieri
L'Idea Progettuale
Sospesa tra la roccia e il mare, Torre Minerva si erge come un segno sottile lungo la linea del tempo. Non cerca la trasformazione attraverso il contrasto, ma attraverso l'ascolto. Qui l'architettura non sostituisce, ma svela; non sovrascrive, ma illumina ciò che già esiste.
Il progetto nasce da un gesto leggero: un raggio silenzioso che entra delicatamente nella massa lapidea, aprendo lo spazio alla vita e all'arte. La torre viene reimmaginata come residenza per artisti — un luogo di ricerca, creazione e contemplazione — in costante dialogo con il potente paesaggio di Punta Campanella.
La luce diventa il principio generatore dell'intero intervento. Un cono di luce verticale discende attraverso l'edificio, scavando un vuoto centrale che porta l'illuminazione naturale a ogni livello, organizzando al contempo la sequenza spaziale. Alla sua sommità, il cono si apre in una vetrata, diventando sia filtro luminoso che origine architettonica. Qui la luce misura il tempo e lo spazio, riecheggiando il rigore spirituale delle opere di Tadao Ando.
La torre si svela come un percorso verticale:
- Al Piano Seminterrato, un ingresso discreto segna la soglia di accesso alla torre.
- Un livello più sotto, nel cuore della struttura, si accede a uno spazio espositivo tramite una scala a chiocciola interna: una camera silenziosa dedicata a opere d'arte e installazioni.
- Al Piano Terra prende forma lo studio dell'artista, uno spazio dedicato alla sperimentazione e alla produzione.
- Il Primo Piano ospita la residenza privata, organizzata attorno al vuoto di luce centrale.
- In cima, una terrazza panoramica si apre verso l'orizzonte marino, accessibile tramite la scala originale della torre.
Sopra, una leggera copertura in rame si solleva come una vela, frammentata e dinamica. La sua geometria fluida richiama il linguaggio scultoreo di Frank Gehry, evocando onde modellate dal vento. Il rame, materiale vivo, evolve nel tempo fondendosi gradualmente con la pietra e il sale, permettendo all'architettura di invecchiare con dignità.
L'intervento si estende oltre la torre stessa. Scavata nella roccia, una piattaforma multifunzionale si affaccia sul mare, concepita come palcoscenico per le arti performative. Tagli inclinati nelle pareti di cemento guidano la luce e la prospettiva, incorniciando sia l'artista che il paesaggio. Uno spazio per la musica, la poesia e la voce, aperto a molteplici artisti e a un pubblico eterogeneo.
Il progetto non cerca il protagonismo. Abita il silenzio della torre, accompagnandolo con una nuova luce e un nuovo suono.
Nell'equilibrio tra rigore e leggerezza, tra geometria e gesto, tra materia e paesaggio, l'architettura diventa tempo, luogo e possibilità.